Un progetto che guarda avanti, ma con radici ben piantate nella partecipazione civica e nella sostenibilità ambientale.
Così si potrebbe riassumere lo spirito del progetto Città Verde , presentato in diretta radiofonica da Alessandro Guglielmi durante una puntata speciale del format “ Bricks and Music ”, condotto da Paolo Leccese ed Emiliano Cioffarelli su Casa Radio.
Situato nella zona sud-ovest della Capitale, Città Verde è molto più di un intervento immobiliare: è una visione integrata di città, pensata per le persone, il benessere collettivo e il rispetto dell’ambiente.
Il primo dato che colpisce è l’estensione del progetto: 30 ettari di superficie , di cui soltanto un terzo sarà edificato . Una scelta che ribalta i paradigmi della speculazione edilizia tradizionale e restituisce al verde pubblico il ruolo di protagonista. “Non parliamo di verde residuale o ornamentale,” ha spiegato Guglielmi, “ma di spazi pubblici fruibili, continui e integrati: piazze, parchi, percorsi pedonali larghi 2,5 metri pensati per tutti, anche per chi ha difficoltà motorie”.
Questo modello inclusivo ed ecologicamente avanzato parte da una consapevolezza: le città devono essere progettate non solo per essere abitate, ma anche per essere vissute in armonia con il territorio e con chi lo abita.
I primi edifici: gas-free, certificati e autonomi
I primi tre fabbricati realizzati sono già un manifesto programmatico della visione di Città Verde . Certificati dal Green Building Council , gli edifici sono completamente gas-free e in grado di autoprodurre l’80% dell’energia necessaria grazie a impianti fotovoltaici e tecnologie integrate. Un risultato che posiziona l’intervento tra le eccellenze italiane in termini di efficienza energetica e rispetto per l’ambiente.
Non si tratta solo di efficienza, ma anche di tecnologie smart applicate alla vita quotidiana : ascensori controllabili via app, sistemi domotici integrati e spazi progettati per la qualità dell’abitare, riducendo consumi e sprechi.
Urbanistica partecipata e mobilità sostenibile
Tra gli aspetti più innovativi del progetto, spicca l’approccio urbanistico condiviso , sviluppato in sinergia con l’architetto Cinti e con Roma Capitale . L’obiettivo è chiaro: ridurre la dipendenza dall’automobile , offrendo servizi di prossimità e un tessuto urbano che favorisca la pedonalità.
“Non vogliamo costruire un quartiere dormitorio,” ha sottolineato Guglielmi, “ma un ecosistema urbano vivo, con servizi, spazi comuni, connessioni verdi e relazioni sociali”.
Il progetto nasce anche con un valore civico: è riuscito a superare le resistenze di un precedente insediamento previsto nel 1992, considerato troppo impattante. Il segreto? Il dialogo. “Abbiamo coinvolto i comitati di quartiere e costruito insieme una visione condivisa,” ha raccontato Guglielmi. Una sfida che, oggi, si trasforma in un modello di governance partecipata.
Inclusione, cultura e spiritualità: la nuova chiesa di Sant’Anselmo
Uno degli elementi simbolici più forti è la donazione di un’area al Vicariato per la costruzione della nuova chiesa di Sant’Anselmo . Non un gesto marginale, ma parte integrante di un’idea di città inclusiva, che considera la dimensione spirituale, sociale e aggregativa un tassello essenziale del vivere urbano.
La futura parrocchia sarà al centro di un’area destinata all’incontro, all’ascolto e alla partecipazione. “Un gesto che racconta il nostro modo di intendere la rigenerazione urbana,” ha spiegato Guglielmi.
Dall’università alla città: il sapere come motore del cambiamento
Un altro aspetto distintivo del progetto è il forte legame con il mondo della ricerca e della formazione . In particolare, la collaborazione con l’Università di Sassuolo ha dato vita a una serie di seminari dedicati ai materiali ceramici applicati all’edilizia sostenibile. Un settore chiave in cui l’Italia eccelle e che può trovare nuove prospettive proprio grazie a modelli come Città Verde .
Ma non è tutto: oltre 20.000 studenti nordamericani sono attesi per partecipare a master e programmi accademici in partnership con l’Università dell’Arkansas , un ponte tra culture, metodi progettuali e buone pratiche.
L’Urban District: prossimità, innovazione e agricoltura urbana
Nel cuore di Città Verde nascerà anche un Urban District : un sistema commerciale integrato con negozi di prossimità e punti vendita di ortaggi coltivati con tecnologia aeroponica . Una scelta che non solo unisce agricoltura e innovazione , ma promuove anche l’educazione alimentare e il concetto di filiera corta in ambito urbano.
Le serre aeroponiche, che utilizzano acqua nebulizzata e nutrienti per far crescere le piante senza suolo, rappresentano una frontiera della sostenibilità alimentare urbana , già sperimentata in contesti metropolitani avanzati come Singapore o New York.
L ’intervista ad Alessandro Guglielmi lascia emergere con chiarezza una direzione culturale oltre che progettuale . Un nuovo equilibrio tra uomo, natura e tecnologia. Un’urbanistica gentile che mette al centro la vita, la qualità dell’aria, i servizi diffusi, l’accessibilità e la partecipazione.
Un progetto che potrebbe diventare un modello replicabile in altre aree della Capitale e, perché no, in tutto il Paese. Perché la vera innovazione non è solo tecnica: è sociale, ambientale, relazionale.
“Non si tratta solo di costruire case,” ha concluso Guglielmi. “Si tratta di costruire comunità ”.

