Casa RadioCasa Radio
Inclusione come leva economica e organizzativa, non solo come tema etico

CASA RADIO · Attualità

Inclusione come leva economica e organizzativa, non solo come tema etico

L’inclusione non è una parentesi nel calendario, ma un’agenda industriale. È la chiave interpretativa che emerge dai prossimi appuntamenti di Side by Side, associazione di cultura economica e sociale presieduta da Alessia Salmaso, che da due anni porta nelle imprese e nelle istituzioni un confronto pragmatico su diversità, equità e pari opportunità. A fare d

Condividi
LinkedInFacebookXRedditWhatsAppEmail

L’inclusione non è una parentesi nel calendario, ma un’agenda industriale. È la chiave interpretativa che emerge dai prossimi appuntamenti di Side by Side , associazione di cultura economica e sociale presieduta da Alessia Salmaso , che da due anni porta nelle imprese e nelle istituzioni un confronto pragmatico su diversità, equità e pari opportunità. A fare da sfondo è novembre, mese simbolo dell’attivismo internazionale che culmina il 25 con la Giornata contro la violenza sulle donne: un contesto che per Side by Side è occasione per allargare il campo, moltiplicando conferenze, convegni e laboratori oltre la singola ricorrenza, per trasformare i principi in comportamenti quotidiani.

L’agenda: Milano 11–12 novembre, poi i campus

Il primo snodo è Milano, 11 novembre : un confronto dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale e nuovo umanesimo nelle aziende , con un taglio preciso — usare la tecnologia come difesa della diversità , non come fattore di omologazione. Il giorno successivo, 12 novembre , Side by Side prosegue con “Breaking the Cycle” , workshop orientato a superare stereotipi e barriere che ancora frenano percorsi di carriera fondati sul merito. È un doppio appuntamento che si innesta in una settimana dedicata alla valorizzazione del talento femminile, costruendo ponti tra mondo istituzionale e pratiche aziendali.

Dopo Milano, il testimone passa alle aule universitarie. Il 19 novembre , Side by Side presenterà all’ Università Europea di Roma il volume “Oltre la diversità. Creare unicità e valore nelle aziende e per le istituzioni” , curato dal giornalista Filippo Poletti : una raccolta di casi pratici e testimonianze maturati in due anni di conferenze, concepita non come manifesto teorico, ma come taccuino operativo per chi deve mettere a terra politiche inclusive. L’incontro, ospitato su invito del professor Gabriele Giorgi (Psicologia delle organizzazioni), è il primo di un ciclo rivolto agli studenti per discutere non solo il “che cosa”, ma soprattutto il “perché” dell’impegno su DEI (diversity, equity & inclusion).

Dal “gender gap” alla “gender opportunity”

Il cuore della proposta di Side by Side è uno spostamento semantico che diventa strategico: dal “gender gap” alla “gender opportunity” . Il ragionamento si regge su due piani. Sul piano quantitativo, i dati ricordano che in Italia la partecipazione femminile al lavoro resta inferiore alla media europea e che le posizioni apicali sono ancora presidiate in prevalenza da uomini; la piena valorizzazione del talento femminile è dunque una leva potenziale di crescita del PIL e di produttività. Sul piano qualitativo, l’inclusione genera organizzazioni meno fragili e più flessibili , quindi più capaci di attraversare fasi di complessità e volatilità. È una leva di competitività sistemica , non una voce accessoria del bilancio sociale.

È su questo secondo piano che l’associazione propone un metodo: identificare gli “agenti del cambiamento” — aziende, professionisti, istituzioni che hanno trovato soluzioni funzionanti — e circondarli di alleanze , per far rimbalzare quelle soluzioni in contesti differenti, renderle replicabili e adattabili . Non più vetrina di “best practice” isolate, ma rete e scalabilità dell’impatto .

AI come leva di inclusione, non come scorciatoia

Il binomio AI–capitale umano attraversa trasversalmente il programma. La tesi è netta: l’ intelligenza artificiale non sostituisce la persona, ma aumenta le sue possibilità, se integra linguaggi, generazioni e competenze. Nelle organizzazioni, questo significa passare da progetti pilota difensivi a policy di adozione responsabile : valutazioni d’impatto, formazione mirata, ridefinizione dei processi valutativi per misurare e ridurre i bias , governance dei dati e trasparenza sugli algoritmi. È il presupposto per evitare che la tecnologia cristallizzi le disuguaglianze del passato e per farne, al contrario, un’ architettura di inclusione .

L’orizzonte non è solo di genere. Il libro e i tavoli di lavoro spingono anche su disabilità (ovvero “diversabilità” come valore aggiunto in processi e ruoli), linguaggio inclusivo, integrazione intergenerazionale dentro team ibridi dove la produttività nasce dall’innesto tra esperienza e nuove alfabetizzazioni digitali. La parola d’ordine è unicità : riconoscere e progettare il contributo specifico di ciascuno, superando tanto l’uguaglianza formale quanto le riserve protette che finiscono per creare recinti.

Giovani: dal “che cosa” al “perché”

Il focus sul public engagement con gli studenti non è un’operazione di comunicazione, ma il tentativo di incidere sulle motivazioni . «Ai giovani interessa il perché»: capire perché professionisti e manager investono tempo e risorse nell’inclusione, che cosa muove questa scelta e come la si trasforma in processi e risultati . Da qui l’impostazione degli eventi in ateneo: non presentazioni unidirezionali, ma dialogo per ispirare i “perché” dei ragazzi e ascoltare aspettative e criticità di chi sta per entrare nel mondo del lavoro. È un investimento di lungo periodo sul capitale sociale delle imprese.

Il perimetro economico: perché conviene alle aziende

Per gli operatori economici, il messaggio è pragmatico. L’inclusione ben progettata:

Allarga il bacino di talenti , in mercati del lavoro dove skill digitali e soft skill sono scarse;

Riduce i rischi decisionali associati a team omogenei, aumentando l’eterogeneità informativa;

Aumenta la resilienza : organizzazioni allenate alla complessità assorbono meglio shock esterni e cambi di scenario;

Migliora produttività e retention , con effetti misurabili sul costo di sostituzione e sulla curva di apprendimento;

Apre mercati : prodotti e servizi progettati con ottica inclusiva intercettano nuove domande e riducono la frizione regolatoria.

Si tratta di benefici cumulativi che si riflettono su margini e posizionamento competitivo. Quando Side by Side parla di “ spostare la narrazione ” non compie un’operazione semantica, ma riconosce che la domanda dei mercati — pubblici e privati — premia filiere capaci di dimostrare impatti economici e sociali verificabili .

Il metodo: casi, rete e replicabilità

“Oltre la diversità” nasce da trenta voci che raccontano altrettanti casi : una scelta editoriale coerente con l’impostazione dell’associazione, che privilegia soluzioni e metriche rispetto alle dichiarazioni d’intenti. Ogni caso è una pista di lavoro : dal redesign dei processi di selezione (per ridurre bias impliciti) alla revisione dei percorsi di carriera (per non disperdere il talento nei passaggi “critici” della vita professionale), fino a piloti sull’AI orientati a supportare l’accessibilità e a facilitare l’onboarding di profili non tradizionali. Il valore, sottolinea Salmaso, non sta nella singola “buona pratica”, ma nella sua scalabilità attraverso alleanze tra aziende, università e istituzioni.

Questo è anche il senso dell’ ecosistema di partner che Side by Side mobilita nei propri appuntamenti: una rete in cui ogni soggetto porta un pezzo di soluzione — know-how, strumenti, misurazioni, canali — e riceve in cambio capacità di execution e legittimazione . La dichiarazione di intenti diventa capitolato operativo : obiettivi, indicatori, orizzonte temporale, governance.

Il ruolo delle istituzioni e dell’accademia

Gli appuntamenti di novembre mostrano come il perimetro pubblico e quello accademico siano cofattori del cambiamento. Da un lato, le istituzioni definiscono cornici regolatorie e incentivi ; dall’altro, le università selezionano e formano il capitale umano che entrerà nelle aziende. L’incontro del 19 novembre all’Università Europea di Roma — primo di una serie — è progettato proprio per ibridare questi mondi: portare case history in aula, ascoltare domande e costruire percorsi di tirocinio e ricerca applicata che traducano la retorica dell’inclusione in occupabilità e innovazione organizzativa .

Comunicazione come infrastruttura

Il linguaggio è parte dell’infrastruttura inclusiva. Non si tratta di checklist, ma di coerenza : parole che rispecchiano processi e misure . Da qui l’attenzione al public engagement su canali professionali, con un tono che evita la retorica e punta su fatti e risultati. La comunicazione, intesa come piattaforma di accountability , consente di dare visibilità a obiettivi, metriche e avanzamenti, creando un circuito virtuoso tra reputazione e sostanza .

Il punto di caduta: dall’etica al valore

La traiettoria proposta da Side by Side porta a un punto di caduta chiaro: l’inclusione conviene . Conviene alle imprese, che trovano competenze e resilienza; conviene alle persone, che vedono riconosciute unicità e aspirazioni; conviene al sistema-Paese, che amplia base occupazionale, produttività e innovazione. Se il 25 novembre resta un faro simbolico, la sfida dei prossimi mesi è trasformare questa luce in energie quotidiane : politiche, processi, misure. Solo così il passaggio dal “gap” all’“opportunity” smetterà di essere uno slogan per diventare vantaggio competitivo .

IL NETWORK DELL’ABITARE

Partner istituzionali

Enti, ordini, associazioni e realtà che sostengono il confronto sul futuro della casa e delle città.

Scorrimento automatico
SCARICA L’APP