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Monsignor Paglia : “Sconsiderate le parole di Trump contro il Papa, la guerra e’ debolezza. Basta esaltare le armi, la politica torni al dialogo”

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Monsignor Paglia : “Sconsiderate le parole di Trump contro il Papa, la guerra e’ debolezza. Basta esaltare le armi, la politica torni al dialogo”

Il Presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita e consigliere spirituale della Comunità di Sant’Egidio, Monsignor Vincenzo Paglia, è intervenuto nel corso della trasmissione “Buongiorno Italia” su Casa Radio, ospite del direttore Giovanni Lacagnina, offrendo una riflessione ampia e articolata sui temi della pace, della politica internazionale e

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Il Presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita e consigliere spirituale della Comunità di Sant’Egidio, Monsignor Vincenzo Paglia , è intervenuto nel corso della trasmissione “Buongiorno Italia” su Casa Radio, ospite del direttore Giovanni Lacagnina, offrendo una riflessione ampia e articolata sui temi della pace, della politica internazionale e del ruolo delle religioni nel mondo contemporaneo.

In apertura, l’Arcivescovo ha commentato con fermezza le recenti dichiarazioni del presidente americano Donald Trump nei confronti di Papa Leone , definendole “folli” e “del tutto sconsiderate”. «Rimproverare il Papa perché sarebbe debole – ha affermato Paglia – significa non comprendere la realtà. Non è la pace ad essere debole, ma la guerra. Sono i conflitti armati a rappresentare una sconfitta per l’umanità».

Secondo Paglia, oggi più che mai si avverte l’assenza di una politica realmente forte, capace di costruire ponti invece di alimentare divisioni: «Abbiamo bisogno di una politica autorevole, che sappia sostenere la forza delle ragioni e non quella delle armi. È evidente che gli interessi dei popoli possano essere diversi, ma il compito della politica è proprio quello di mediare, di trovare punti di incontro, non di esasperare lo scontro».

L’Arcivescovo ha poi sottolineato le conseguenze drammatiche dell’uso della forza militare: «Quando si sceglie la via delle armi, il risultato è sempre lo stesso: morti, distruzione, famiglie spezzate, intere comunità annientate. Pensare di eliminare l’altro con la violenza significa alimentare un ciclo infinito di odio. La pace, al contrario, nasce dal dialogo, dalla pazienza e dalla capacità di ascolto».

Richiamandosi alla tradizione dei pontefici del Novecento, Paglia ha evidenziato la continuità del messaggio della Chiesa: «Papa Leone si inserisce in una linea chiara, che attraversa tutto il secolo scorso e arriva fino a oggi. L’invito è sempre lo stesso: costruire una convivenza pacifica, rifiutare la logica della guerra, promuovere un confronto senza armi. Le armi producono solo morte e riempiono i cimiteri».

Il presule ha quindi denunciato quella che ha definito una “deriva culturale”: «Questa esaltazione della forza militare è una strada cieca e violenta. Mi auguro che la politica riscopra l’arte dell’incontro, del dialogo autentico. Oggi, purtroppo, assistiamo a una debolezza culturale e mentale che porta a semplificare i problemi e a risolverli con la forza, invece che con l’intelligenza e la diplomazia».

Nel corso dell’intervista, Monsignor Paglia ha commentato anche la diffusione di un’immagine di Trump ritratto come Cristo, esprimendo forte preoccupazione per il significato simbolico di tale rappresentazione: «È incredibile quello che sta accadendo. La cultura dell’“io” deve essere superata. Quando una persona arriva a percepirsi come assoluta, quasi eterna, si entra in una dimensione pericolosa. Questo tipo di mentalità alimenta la violenza e si riflette anche nei fatti di cronaca che vediamo ogni giorno».

Da qui, l’invito a recuperare una visione più comunitaria dell’esistenza: «Dobbiamo riscoprire la bellezza del “noi”. L’essere umano non è fatto per vivere da solo o per dominare sugli altri, ma per costruire relazioni. Il senso della vita sta nell’amare ed essere amati. È questa la vera forza che può generare cambiamento, non il potere imposto con la violenza».

In conclusione, l’Arcivescovo ha affrontato il tema dei rapporti tra Stati Uniti e Vaticano, ribadendo la centralità del messaggio di pace della Chiesa: «È necessario fermare le guerre. Questo è ciò che Papa Leone , prima ancora Papa Francesco , e tutta la Chiesa continuano a proclamare. Non si tratta solo di parole: bisogna pregare, ma anche dialogare con i responsabili politici, convincerli a scegliere più amore e meno guerra».

Infine, Monsignor Paglia ha espresso apprezzamento per il recente viaggio del Papa in Africa, sottolineandone il valore simbolico e politico: «Visitare un Paese a maggioranza islamica è un segnale fortissimo. Significa affermare che le religioni non devono essere motivo di divisione, ma strumenti di pace. Ognuno deve poter vivere liberamente la propria fede».

Il messaggio finale è stato chiaro e netto: «Le guerre impoveriscono tutti, nessuno escluso. Per questo sono fiero del viaggio del Papa in Africa: è un segno concreto di dialogo, di apertura e di speranza per il futuro del mondo

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