Una platea assortita — politici, imprenditori, associazioni di categoria, protagonisti del mercato immobiliare — ha ascoltato ieri l’appello netto: la casa non può più restare un privilegio . È questo il messaggio centrale emerso dagli Stati Generali dell’Abitare, organizzati da Noi Moderati , che hanno voluto riportare il tema dell’abitare nel cuore dell’agenda politica e sociale.
Il grido di allarme: una “emergenza nazionale”
Aprendo i lavori, Andrea Napoli , responsabile nazionale del Dipartimento Casa e Politiche Abitative di Noi Moderati, ha dipinto uno scenario critico. Tra mutui in salita, affitti incomprensibili, costi di costruzione che lievitano, molte famiglie sono ormai a un punto di svolta. In questa cornice, Napoli ha insistito su un concetto semplice quanto indispensabile: “senza casa non c’è futuro” dichiarando che “Non bastano detrazioni occasionali o incentivi estemporanei; serve un mutamento strutturale”.
I nodi principali che emersi .
Al centro della discussione, alcune criticità sono tornate più volte, segno che non sono solo emergenze locali, ma problemi profondi che interessano tutto il Paese.
Durante la giornata sono state avanzate idee concrete che, se attuate, potrebbero cambiare la condizione attuale . Ecco quelle che sembrano avere maggiore consenso:
Nel pomeriggio il Panel dedicato alla professione coordinato da Paolo Leccese , direttore di Casa Radio, ha visto confrontarsi Maurizio Pezzeetta , presidente FIMAA Roma e delegato FIMAA Italia , Marco Grumetti , vicepresidente vicario FIAIP e Renato Ma f fey , presidente ANAMA .
Maurizio Lupi , presidente di Noi Moderati , ha concluso i lavori portando una visione condivisa degli step da compiere da qui al 2030 e rilanciando la centralità della casa come priorità per il nostro Paese.






















